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Videogame e scienza: un casco per videogiocare senza mani può diagnosticare l'autismo nei bambini

Venerdì 9 Marzo 2012, 08:33 in videogiochi di

I videogiochi corrono in aiuto alle neuroscienze. Dall'analisi precoce alla speranza di guarigione dall'autismo per i bambini,

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Le emozioni e il mondo delle "intenzioni" sono l'ambito di interesse su cui punta la ricerca scientifica che utilizza i videogiochi come strumenti sofisticati per l'analisi precoce e l'ausilio medico in bambini colpiti da disturbi dello spettro autistico.

Emotiv Epoc  è un casco che è nato per gli appassionati dei videogiochi e che è formato da 12 sensori in grado di rilevare i movimenti che il giocatore vuole effettuare senza muovere le mani su mouse o tastiera. Il ricercatore Bill Bosl del Children's Hospital sta impiegando Emotiv Epoc in ambito diagnostico per scoprire se un bambino potrà sviluppare l'autismo, già dai primi mesi di vita.

Molto più economico dei macchinari per la neuroimaging tradizionale, come la risonanza magnetica funzionale (RMF), Emotiv Epoc è uno strumento rivoluzionario: è alimentato da un semplice caricabatterie ed è in grado di riconoscere ben 12 tipi di movimento diverso, "pensati" da chi lo indossa. Gli stati d'animo? Non sono più un un segreto per questo casco "sensibile" dotato anche di un sofisticato giroscopio che rileva ogni movimento della testa.
Per il ricercatore Bill Bosl che sta portando avanti il progetto in sinergia con l'Harvard Medical School,  i dati acquisiti con Emotive Epoc necessitano di essere processati per mezzo di un modello matematico di "machine learning" che studi i dati in modo preciso, evidenziando pattern di rischio per lo sviluppo dello spettro autistico.

Era il non molto lontano 1996, quando Giacomo Rizzolatti e la sua equipe internazionale dell'Università di Parma, annuncia alla Comunità Scientifica una delle scoperte che si mostrerà più determinante per il corso delle Neuroscienze: i Neuroni a Specchio. Un complesso meccanismo che ci permette di comprendere e condividere le emozioni degli altri, ma che sembra  incepparsi nei bambini colpiti da autismo. E sempre i videogiochi sono impiegati nella ricerca perchè, come spiega il luminare: "La Wii è perfetta perchè coinvolge il sistema motorio e non prevede l'interazione con gli altri, un ostacolo per i bambini autistici. Con questo metodo possiamo forse correggere uno dei difetti della malattia: l'incapacità di legare intenzione e movimento. Vogliamo rieducare i neuroni specchio a dialogare con i neuroni del sistema motorio. Crediamo infatti che le cellule siano intatte, e a funzionare male siano solo le sinapsi, cioè le loro connessioni."

Il futuro della scienza? Sempre più inscritto in bit elettronici e nell'interazione con i videogames, che si mettono in gioco per ridisegnare nuovi scenari applicati alla ricerca medica.

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